Presentazione della mostra : IL CONFINE LO SPAZIO CHE UNISCE

Si è svolta stamane presso l’Istituto Missionari Saveriani la conferenza stampa di presentazione dell’XI mostra interculturale che apre ufficialmente i battenti Lunedi prossimo.
Ad oggi circa 400 le prenotazioni già effettuate per la visita. Lo scorso anno alla fine delle giornate espositive si contarono 2400 visitatori.
Alla conferenza hanno partecipato Padre Mario Gallia, rettore dell’Istituto saveriano di Salerno e Marta Chiaradonna , una delle curatrici della mostra.
In allegato la scheda tecnica che illustra i contenuti della mostra ed alcune foto.
Salerno, 4 Marzo 2016

IL CONFINE..LO SPAZIO CHE UNISCE

LA MOSTRA

L’undicesima mostra interculturale saveriana di Salerno è una proposta di riflessione per tutta la provincia di Salerno su un tema di grande attualità : il confine come elemento geografico ma anche come elemento interiore.

Lo scorso anno a Salerno la mostra ha superato i 2400 visitatori. La mostra 2015 sta ora girando l’Italia in altre case saveriane ed altre strutture che l’hanno prenotata. Il tema dello scorso anno era Le Mille e una rotta, così si sposta il mondo , una mostra interattiva sulle migrazioni che dopo essere stata ad Udine verrà allestita a Trevi, poi a Vedania, Vimercate e Lainate e Vicenza .

Il tema 2016 ruota intorno ai confini umani, economici, sociali, geografici : non solo informazioni , ma anche emozioni si cercheranno di trasferire e far vivere ai visitatori nel tempo della visita.

LASCIAMOCI COINVOLGERE

Si inizia all’ingresso con il primo ceck point . Alcuni resteranno fuori per un poco di tempo, non avranno la possibilità di entrare come tutti gli altri.

Cosa si prova in queste circostanze, a restare esclusi, a non aver la possibilità di varcare un limite, una frontiera ad accedere in un altro spazio?

Cosa si prova a restare isolati, a restare imprigionato, a restare nella miseria, nella guerra ma anche nella solitudine interiore, nella disperazione, nella depressione ?

Cosa si prova a non poter scegliere, ad essere costretto?

Tutte dimensioni ed emozioni che possono svegliarci e sollecitare una reazione ed un approccio diverso rispetto alle tante frontiere che ci circondano.

LE VISITE

La mostra sarà aperta durante le mattine per le scolaresche mentre il sabato e la domenica pomeriggio per tutti gli altri visitatori. Per la visita occorre prenotarsi al 380 463 1560 .

L’inaugurazione c’è stata il 27 Febbraio con la presenza di Ivan Romano un fotoreporter salernitano che ha testimoniato la sofferenza ma anche la speranza di chi scappa dalle guerre e dalla miseria attraverso i balcani. E’ li che ha incontrato tanto dolore ma anche tanta umanità desiderosa di accompagnare , di farsi prossimi, di piegarsi con compassione , di aiutare a varcare le soglie.

Il percorso espositivo prevede diverse sezioni. Oltre alle foto di Ivan Romano saranno esposti anche alcuni scatti di Alex Zappalà, responsabile nazionale del Movimento Missionario Giovanile, sul muro che divide a Betlemme Israele dalla Palestina dove nel 2014 ha sostato in preghiera anche Papa Francesco.

La mostra parlerà anche dell’america latina , del Paraguay e del Brasile, del muro che divide il confine americano da quello del messico, delle condizioni delle minoranze indigene, delle lotte per la terra e per maggiori condizioni di giustizia sociale ed economica, perchè altre soglie ed altri confini da superare sono anche quelli che dividono ricchi e poveri, quanti hanno accesso alle risorse e quanti ne sono privi.

Nel corso della visita si intrecceranno i racconti e le testimonianze della missione saveriana in Messico in Thailandia ed in Brasile .

MURI GEOGRAFICI E MURI INTERIORI

In Giappone invece migliaia di giovani vivono volontariamente isolati , si sono richiusi nel proprio confine, il proprio territorio è la loro stanza. Sono chiamati Hikikomori rappresentano il fenomeno degli adolescenti chiusi in camera per anni tra videogiochi, vita virtuale e rifiuto silenzioso del mondo. Si stima che in Italia un fenomeno del genere investe circa 80.000 giovani . Anche di questo confine da superare per entrare in relazione con gli altri e con se sarà raccontato con la mostra.

Che cos’è un muro? Un segno architettonico per eccellenza, qualcosa che divide, che separa uno spazio dall’altro e che non ci permette di vedere oltre. Allo stesso tempo il muro è qualcosa che ci protegge da tutto ciò che accade fuori, circonda i nostri spazi, quelli domestici ad esempio, ma anche quelli di una città. È lo specchio delle incomprensioni umane. È un simbolo religioso, un luogo in cui andare a pregare. È una tela bianca per i Writers, un posto su cui esprimere e imprimere la loro creatività.

Ognuno di noi ha una diversa concezione del muro. Oltre ai muri fisici ci sono anche quelli invisibili, i muri interiori, quelli che ci costruiamo dentro, che chiudono la nostra mente e che rappresentano spesso limiti invalicabili. In questo contesto l’essenza che il muro porta con sé non è solo sinonimo di segregazione e sopraffazione ma anche di sospensione di contatto con il mondo. Il muro è un confine, una linea mobile ed incerta legata alla nostra visione della realtà. I muri sono anche le nostre certezze, quelle che mettiamo assieme ogni giorno dentro di noi e su cui fondiamo il nostro vivere, quelle di cui abbiamo bisogno per sentire il limite tra noi e le insicurezze del mondo esterno.

LA MOSTRA

LA GUERRA COSTRUISCE ALTRI MURI

E poi le guerre, quante se ne sono combattute e si combattono tutt’ora per difendere o superare i confini, quante trincee e quante storie di sangue e di violenza si raccontano in occasione dell’inutile barbaria della violenza armata che ancora oggi in varie forme insanguina il mondo.

La guerra è sempre una follia senza ritorno. Fanno notizie allora quelle storie che si legano alle guerre ma che raccontano episodi di umanità e di prossimità .

Per questo la mostra racconterà tre storie vere o romanzate che fanno riemergere uno spiraglio di umanità nello spazio dell’assurdo che è la guerra .

Questi tre episodi sono :

1) la storia di Mamma Lucia nata a Cava de Tirreni nel 1887 che negli anni del dopoguerra accolse i resti mortali di circa mille soldati di ogni bandiera. Premiata in Italia con la medaglia d’oro della Repubblica e chiamata dai tedeschi la madre di tutti i caduti;

2) l’episodio accaduto sul fronte franco tedesco nel dicembre del 1914 quando i soldati francesi uscirono dalle trincee per applaudire il primo tenore dell’opera di Berlino che era andato a cantare per i militari tedeschi su invito di Guglielmo di Prussia , storia romanzata e raccontata nel film Joyeux Noël ;

3) la storia di Joey , un cavallo che nel film di Spielberg War Horse racconta gli orrori della Prima guerra mondiale attraverso le vicende di un cavallo bellissimo che, anche nei momenti più terribili, riesce a strappare alle persone, indipendentemente dal fronte in cui si trovano, momenti di vera umanità.

Anche attraverso queste storie si vogliono scuotere le coscienze perchè possiamo senza paure e senza pregiudizi rimpossessarci dei nostri confini.

ABITIAMO IL CONFINE, ABBATTIAMO I MURI

Un muro, prima ancora che un ostacolo fisico, è un simbolo: i mattoni, i fasci di filo spinato, le altissime pareti prefabbricate in calcestruzzo vengono innalzate innanzitutto dentro alle teste degli uomini e dei popoli. E solo quando le menti sono ormai imprigionate a dovere a quel punto arrivano i muri veri.

La battaglia più importante si gioca quindi sul piano della metafora.

Quand’è venuto giù il Muro di Berlino, nell’1989, la sua versione ideale era già crollata. E quando Israele ha abbattuto persino le case per lasciar spazio ai chilometri di barriere erette ai confini con la Cisgiordania e la Striscia di Gaza, quel calcestruzzo e quel metallo erano già state costruite da decenni dentro ai ragionamenti di molti israeliani.

Salerno, 4 MARZO 2016

L’equipe mostra interculturale saveriana Salerno

Allegata immagine loghi promotori

Per informazioni

Marta Chiaradonna 347 457 2235

Antonio Bonifacio 328 935 2868

Pietro Ravallese 347 108 3991

Per prenotazioni da parte di gruppi e scolaresche

Sig.ra Nuccia 380 463 1560

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